Tradurre la creatività di Hédi Bouraoui

Nicola D’Ambrosio

Abstract


Bouraoui rifugge dall’uso standardizzato della lingua che è arricchita
grazie a una continua violenza, fatta di sfide alla grammatica e
alla comunicazione normativa, a neologismi, a expressions figées rivitalizzate, alla vasta gamma d’invenzioni estratte dal suo cappello magico, alle sue arditezze lessicali, alle ambivalenze linguistiche e interpretative, ai virtuosismi dell’abile faber che crea scosse verbali all’interno delle strutture linguistiche, alterandone o distruggendone i rapporti logici, favorendo il sorgere di una parola polisemica e polifonica, attraverso una collisione creativa, accostamenti imprevedibili e insoliti.

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