Bella e infedele. Brevi note sulla versione italiana di «Notre-Dame-de-Paris» di Riccardo Cocciante

Maria Di Nardi

Abstract


Per riflettere sulle categorie di «fedeltà» e «infedeltà» in ambito traduttivo,ci si è avvalsi dell’analisi comparata di due testi sui generis,del libretto cioè del dramma musicale Notre-Dame-de-Paris, scrittodall’autore franco-quebecchese Jean-Luc Plamondon, e della suatraduzione italiana firmata da Pasquale Panella.Nel confronto tra le due versioni, salutate calorosamente da pubblicoe critica, emerge con assoluta chiarezza l’impossibilità di applicareidentiche valutazioni metodologiche a tutti i tipi di testi sottopostiall’operazione di traduzione. In particolare tradurre il librettocreato da Plamondon è stata un’operazione che ha imposto a Panellala costante ricerca di un adeguamento della sua prassi traduttiva,che a volte si presenta come classica traduzione interlineare, mentrea volte si spinge fino ai confini della rielaborazione degli enunciatisource, nell’intento di aderire il più «fedelmente» possibile al significatoglobale del testo fonte e alle esigenze determinate dalla rappresentazionescenica, senza trascurare l’obbligo primario di rispettarei condizionamenti imposti dal supporto sonoro.Traduzione dunque in cui si rispecchia l’originale, ma anche traduzioneintesa come prodotto «altro», il che finisce però per modificarenecessariamente lo statuto stesso del traduttore.


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