Politica ed amministrazione per il Mezzogiorno
Politics and Administration for Southern Italy
DOI:
https://doi.org/10.15162/rde.v1i1.2616Parole chiave:
Politica, Amministrazione, MezzogiornoAbstract
Da centocinquant’anni (il “viaggio elettorale” di Francesco De Sanctis1 nel suo collegio di Lacedonia, nell’Alta Irpinia, è del 1876) la “missione” dei meridionalisti delle diverse, ma convergenti “specie” – economisti, sociologi, giuristi, grand commis, politici (pressoché scomparsi nelle ultime legislature) – è analizzare i processi di trasformazione dei territori del Sud e formulare testardamente ipotesi, progetti ed azioni per promuoverne lo sviluppo economico e civile.
Negli ultimi decenni – salvo casi eccezionali nei quali politici e dirigenti dello Stato erano, per un caso della storia, anche apprezzati studiosi - si sono rarefatte, se non interrotte, le comunicazioni tra le proposte dei tecnici e le percezioni e valutazioni dei politici.
For a hundred and fifty years—dating back to Francesco De Sanctis’s 1876 “electoral journey” to his constituency in Lacedonia, Upper Irpinia—the “mission” of Southernists from various yet converging backgrounds (economists, sociologists, legal experts, senior civil servants, and politicians—though the latter have all but vanished in recent legislatures) has been to analyze the transformation of Southern territories and tenaciously formulate hypotheses, projects, and actions to foster their economic and civic development. In recent decades—with rare exceptions where politicians and state officials happened, by a quirk of history, to be respected scholars as well—communication between the proposals of technical experts and the perceptions and assessments of politicians has become sporadic, if not entirely broken.
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