LA DIFESA DEL CARCIOFO DAI PARASSITI ANIMALI

Domenico Roberti

Abstract


Numerosi parassiti animali infestano il carciofo in Italia e nei Paesi del Bacino del Mediterraneo. Alcuni danneggiano le foglie, altri i capolini, altri ancora, attaccando il fusto alla base, possono compromettere la vitalità dell'intera pianta.

Seguendo l'ordine sistematico sono da ricordare fra i Rincoti gli Afidi, di cui varie specie, in condizioni favorevoli di moltiplicazione possono invadere completamente la parte epigea delle piante. Più comune è il Brachycaudus cardui (L.), diffuso in tutta l'Europa temperata e mediterranea e in altre regioni della Terra, tanto da essere considerato quasi cosmopolita. Si sviluppa sulla pagina inferiore delle foglie del carciofo e alla base dei capolini, formando colonie molto fitte e causando ritardo di sviluppo, arricciamento e intristimento delle foglie. Richiama molto le formiche ed è combattuto dai predatori generici degli Afidi e da parassiti endofagi.

Anche se meno dannosi, sono pure frequenti sul carciofo l'Aphis fabae (Scop.) e il Myzus persicae (Sulz.), polifagi e cosmopoliti, l'Aphis solanella Theob. ( = A. evonymi F.), il Capitophorus carduinus (W alk.) e il Capitophorus elaeagni (DG.). Sulle radici possono trovarsi il Protrama radicis Kalt. ed il Trama troglodytes v. Heyd.

Quando è necessario intervenire per ridurre ed eliminare infe- stazioni di Afidi sulla parte epigea della pianta, preoccupanti specialmente in primavera e in autunno, si ricorre ai comuni mezzi di lotta adottati contro questi insetti. In particolare si deve dare la preferenza agli esteri fosforici, specialmente se le foglie sono già più o meno accartocciate, tenendo presente che se si è lontani dalla raccolta dei capolini, si può fare uso di tipi più persistenti, altrimenti vanno impiegati prodotti più labili.


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DOI: https://doi.org/10.15162/0425-1016/390

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ISSN: 0425-1016