CONSIDERAZIONI ECOLOGICHE SUL PREOCCUPANTE SVILUPPO DI COROEBUS FLORENTINUS (HERBST) NELLE LECCETE DEL GARGANO

Mario Solinas

Abstract


Da una decina d'anni a questa parte, le leccete del Gargano, da Monte S. Angelo a Mattinata e fino all'estremità del promontorio garganico, vanno assumendo in misura crescente e sempre più preoc- cupante un'aspetto anormale caratteristico: la tipica chioma sempre verde dei lecci si presenta sempre più frequentemente deturpata da chiazze bruno-giallastre di fronde secche ed interrotta qua e là da rami inerti e privi di foglie. È questo l'aspetto inconfondibile delle piante colpite dal coleottero buprestide Coroebus florentinus (Herbst), le cui larve xilofaghe si sviluppano a spese dei rami di varie specie di Quercus (preferibilmente Q. ilex e Q. suber), scavando gallerie discendenti, lunghe fin oltre un metro, a percorso molto irregolare: ondulate e sinuose, attraversanti la corteccia, il cambio, l'alburno e il durame, e terminanti con una o più spire che circondano il ramo colpito, isolandolo in tal modo dal resto della pianta e destinandolo a seccare in breve tempo. Si tratta dunque di un fitofago che, in colil- dizioni favorevoli al proprio sviluppo, è capace di condurre .gradual- mente ma inesorabilmente a morte le piante ospiti. Tuttavia, benchè il pericoloso insetto sia presente nel nostro Paese, come in tutto l'areale della Quercus ilex L., le sue popolazioni non avevano finora superato i così detti livelli endemici. L'infestazione che si ebbe in Toscana negli anni 1949-52, dove la presenza del Corebo era nota da lungo tempo (CECCONI, 1924), fu ritenuta (ZoccHI, 1953) « eccezio- nale ».

Come si spiega allora l'infestazione a carattere decisamente epi- demico (sensu SuKACHEV e DYLIS, 1964) in atto nel Gargano, dove del Coroebus florentinus non era stata finora segnalata neppure la presenza?


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DOI: https://doi.org/10.15162/0425-1016/422

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ISSN: 0425-1016