Dal delirio delle donne: profili modernisti del sé nel segno della depersonalizzazione

Annette KECK

Abstract


Il saggio mette a confronto Alfred Döblin e Marinetti a partire dalla posizione dell'artista rispetto al mondo presente. La questione investe tanto l'apporto critico o di adesione nel caso di Marinetti verso il rapido sviluppo tecnologico della società europea, quanto il fattore materiale, corporeo come segno di disagio o di ritardo rispetto alla rapida trasformazione a cui è chiamata l'umano. Il coinvolgimento dell'erotismo nei due autori consente di mettere a fuoco l'approccio discriminante di Marinetti e del futurismo verso il "femminile" emergenti nello spazio politico e estetico all'inizio del Novecento.


The essay compares Alfred Döblin and Marinetti starting from the artist’s attitude towards the present world. The question concerns Marinetti’s critical contribution and support to the rapid technological development of the European society, as well as the material and corporeal factor, a sign of distress or delay in relation to the rapid transformation that humans are facing. The theme of eroticism in both authors allows us to focus on Marinetti and Futurism’s discriminating approach to the "female", emerging from the political and aesthetic framework of the early twentieth century.


Parole chiave


Modernità e corpo femminile

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DOI: https://doi.org/10.15162/1827-5133/1060

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