Imago Amoris

Massimo SCOTTI

Abstract


Il testo propone un’indagine sul concetto di imago amoris, partendo dalle conside-razioni circa l’immagine divina (eidolon) formulate da Jean-Pierre Vernant, ai confini tra visibile e invisibile, presenza e assenza. Nella favola di Psiche apuleiana il concetto si complica con l’introduzione dell’idea di persona e di interdetto relativo alla visibilità dell’essere amato, mentre nella lirica d’amore la passione si manifesta come consapevolezza della distanza fra l’immagine e l’appagamento del desiderio: lo si dimostra con esempi tratti dalla poesia occidentale, antica, medievale e otto-novecentesca (San Juan de la Cruz, Emily Brontë, Francisco de Quevedo, Jean Renart, i testi inerenti alla leggenda di Tristano e Isotta, Anaïs Nin).


The first part of the text is an excursion in the concept of imago amoris, from the discourse about the divine image in Jean-Pierre Vernant to the tale of Psyche in the Asinus aureus by Apuleius (visible/invisible, presence/absence). In the second part, the analysis concerns the love poetry in the Western literature, from San Juan de la Cruz to Emily Brontë, from Jean Renart to Francisco de Quevedo, from the texts about Tris-tram and Iseult to Anaïs Nin.


Parole chiave


Letteratura e immaginario erotico

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DOI: https://doi.org/10.15162/1827-5133/1063

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