Il caso clinico alla prova della verosimiglianza. Tarnowsky e Raffalovich sulla confessione dell’omosessuale

Giulia SCURO

Abstract


Il primo a creare una relazione tra la sintomatologia e la storia personale del paziente fu Philippe Pinel all’inizio dell’Ottocento; l’utilizzo della parola del malato nella descrizione delle malattie acquisì nel corso del secolo progressiva importanza, soprat-tutto negli studi sessuali. L’analisi qui proposta interroga il grado di “veridicità” delle testimonianze autobiografiche nella trattatistica medico-legale del secondo Ottocento nell’ambito dell’inversione sessuale. Attraverso le riflessioni esposte da Veniamin Tarnowsky e Marc-André Raffalovich negli ultimi anni del secolo, sull’utilizzo esemplare delle confessioni in prima persona nei manuali medici, si porrà in evidenza il compromesso tra verità e verosimiglianza riscontrabile nella narrazione scientifica e in quella letteraria.


The first person to create a relationship between the symptomatology and the personal history of the patient was Philippe Pinel at the beginning of the nineteenth century; the use of the patient’s word in the description of the diseases gained in importance over the century, above all in sexual studies. This study analyzes the "truth-fulness" of autobiographical testimony in the medical and legal treatises of the second half of the nineteenth century concerning sexual inversion. Through the reflections expressed by Veniamin Tarnowsky and Marc-André Raffalovich in the last years of the century regarding the use of first-person confessions in medical textbooks, the compromise between truth and verisimilitude found in scientific and literary narratives will be highlighted.


Parole chiave


La patologia sessuale nella medicina legale sec. XIX

Full Text

PDF


DOI: https://doi.org/10.15162/1827-5133/1064

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


Copyright (c) 2019 Post-filosofie