LA LOGOGENIA

GIULIA AZZARETTI

Abstract


Dopo l’apertura delle scuole pubbliche avvenuta con la legge n. 517 /1977, il sordoè entrato a far parte della società acustica di tipo verbale in cui le comunicazioni sonoper lo più di massa, pertanto ha incontrato notevoli difficoltà in parte oggi diminuitegrazie alle avanzate tecnologie computerizzate. Nonostante tali progressi manca unprogramma di base per gli operatori socio-assistenziali specializzati per l’aiutopersonale, ad esempio gli assistenti alla comunicazione, gli educatori sordi, gliinterpreti della lingua dei segni, ecc.; anzi, si continua a sollecitare ed a fornire risorsesolo per la riabilitazione acustica o logopedia. Questo significa non vedere il problemadella sordità o volerlo risolvere solo in parte o in modo superficiale. Al contrariobisogna ridare dignità alle persone sorde e alle loro famiglie, rendendo più facile illoro inserimento nella società e il primo passo da compiere è quello di utilizzare tuttele metodologie più consone e più efficaci in modo da farle essere autonome; tra questemetodologie vi è la logogenia. Questa nuova metodologia ha la caratteristica di poteressere attuata indipendentemente dal fatto che il sordo sia oralista o segnante, perchélo scopo, attuato attraverso la scrittura, è di chiarire quelle strutture grammaticalisintattiche, fondamentali alla comprensione del testo, che non vengono mai benspiegate ed assimilate dai sordi, determinando una scarsa comprensione dei messaggicomunicativi che gli emittenti indirizzano loro. In conclusione il sordo può divenirepadrone del linguaggio lavorando sullo stesso, evincendo da solo le rispettive funzionidelle parti del discorso.

Parole chiave


sordità; metodo riabilitativo; lingua italiana; logogenia

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DOI: https://doi.org/10.3299/sdg.v4i1.20-36

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