EX ARABICO IN LATINUM: TRADUZIONI SCIENTIFICHE E TRADUTTORI NELL’OCCIDENTE MEDIEVALE

RUGGIERO PERGOLA

Abstract


Il ruolo di primo piano svolto dalla Spagna nella storia delle traduzioni specialistiche medievali ha richiamato l’attenzione di numerosi studiosi nel corso degli ultimi due secoli, producendo risultati eterogenei. Retaggio del passato è in particolare la denominazione “Scuola di Toledo”, con la quale ci si riferisce al movimento traduttivo di opere scientifiche
dall’arabo condotto in Spagna tra il XII e il XIII secolo. Molti sono però anche i traduttori che non ebbero contatti diretti con la Spagna ma che diedero un apporto ugualmente forte
all’ambizioso progetto di traduzione di letteratura scientifica dall’arabo: Costantino l’Africano e Adelardo di Bath ne sono due esempi lampanti. Anche se caratterizzati da orientamenti e peculiarità distinti, i traduttori che popolarono il Medioevo centrale erano accomunati dal grande desiderio di riscoprire — in forma diretta o attraverso la mediazione di arabo ed ebraico — i testi di Platone, Aristotele, Tolomeo, Euclide, Galeno, insuperati depositari di saperi.
Obiettivo di questo contributo è offrire, alla luce degli studi più recenti, una visione d’insieme sui principali traduttori e sulle traduzioni medievali dall’arabo di testi specialistici, realizzate in Occidente tra il XII e il XIII secolo.

Parole chiave


traduzione; traduttori; medioevo; arabo; scuola di Toledo

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DOI: https://doi.org/10.3299/sdg.v3i3.74-105

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