IL RAGNO E LA TELA

MARIAPIA RIZZI

Abstract


La poesia composta ed eseguita in Lingua dei Segni è uno dei più importanti veicoli di espressione artistica per chi appartiene alla comunità dei sordi. Il presente articolo stringe il fuoco della ricerca su un dettaglio, ovvero, su un preciso oggetto linguistico: il testo poetico segnato inteso come luogo di riflessione linguistica e semiotica. Questo originale spazio testuale sollecita una riflessione intorno a quei dispositivi poetici che sono propri del codice segnato e della modalità visivo gestuale. Di seguito si propone il confronto di due approcci all’analisi del testo poetico segnato: il primo, elaborato dai linguisti Klima e Bellugi (1979), si basa su studi comparativi che cercano di allineare e appiattire il segno sulla parola; il secondo, proposto dal ricercatore italiano Tommaso Russo, rimette al centro una caratteristica pervasiva della lingua dei segni, l’iconicità, e invita a rileggere la poesia segnata considerando più da vicino il ruolo assunto degli aspetti iconici nella costruzione testuale.

Parole chiave


lingua dei segni; poesia; sordi; riflessione linguistica

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DOI: https://doi.org/10.3299/sdg.v3i3.106-117

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