Réflexion sur “le droit constitutionnel turc” entre coup d’etat et democratie

Francesco Dammacco

Abstract


A gennaio del 2021 il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha nominato Melih Bulu, un ex candidato parlamentare del “Partito della Giustizia e dello Sviluppo” (AKP), attualmente al governo, come rettore dell’università di Bogazici, terza prestigiosa Università di Istanbul. Il nuovo rettore non è parte del corpo accademico e non è stato scelto dalle componenti università in violazione della legge e della tradizione, che riconosce l’autonomia universitaria. Gli studenti e il corpo accademico dell’Università del Bosforo hanno decisamente protestato con manifestazioni e occupazioni, ma sono iniziati gli arresti. Gli studenti italiani e alcuni accademici hanno manifestato in diversi modi la loro solidarietà, sostenendo le proteste della comunità universitaria, che fino ad ora aveva conservato una certa autonomia, dovuta anche alla qualità dell’insegnamento e della ricerca. Le proteste continuano da parte di studenti e professori (che ogni giorno manifestano con le spalle rivolte all’ufficio del rettore) e si sono estese anche ad altre componenti della cittadinanza. La nostra rivista si colloca nella linea della solidarietà e intende farlo anche pubblicando un saggio che costituisce una riflessione su un testo di diritto costituzionale turco, curato da et Eric SALES, Maître de conférences HDR in Diritto pubblico dell’Università di Montpellier. Ibrahim O. KABOGLU è un noto Professore Ordinario di Diritto costituzionale, che ha insegnato fino al febbraio del 2017 presso l'Università di Marmara di Istanbul, quando è stato licenziato per decreto in quanto considerato colpevole di “propaganda terroristica” e “oltraggio alle istituzioni e alla Repubblica di Turchia” per aver firmato nel gennaio del 2016, prima del colpo di stato del luglio 2016, una “petizione per la pace” insieme con altri 1128 accademici turchi. Kablogu, che è anche presidente dell'Associazione per la ricerca sul diritto costituzionale e membro dell'Ordine degli avvocati di Istanbul, è persona di profonda cultura giuridica e di grandi doti di ricercatore, che unisce al senso di moderazione, a una profonda umanità e alla forza delle sue convinzioni che non hanno mai invocato la violenza. Il volume che viene commentato consente non solo di apprezzare la coerenza di un ragionamento giuridico di apprezzamento della democrazia e dei rischi possibili, ma anche di conoscere meglio la qualità della ricerca giuridica in un Paese che sta attraversando un difficile momento, che speriamo sia di transizione.


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DOI: https://doi.org/10.15162/2612-6583/1231

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