La costituzione del diritto di superficie su fondo agricolo e il regime dell’imposta di registro tra conferme giurisprudenziali e resistenze della prassi amministrativa
DOI:
https://doi.org/10.15162/2612-6583/2652Parole chiave:
Diritto di superficie, Atto di costituzione, Fondo agricolo, Imposta di registro, Qualificazione giuridico-tributaria, Regime giuridico applicabile, Superficies right, Deed of establishment, Agricultural land, Registration tax, Legal-tax classification, Applicable tax regimeAbstract
La costituzione del diritto di superficie su terreno agricolo è stata spesso caratterizzata da rilevanti incertezze ermeneutiche, con specifico riferimento alla qualificazione giuridico-tributaria della fattispecie e alla corretta individuazione dell’aliquota applicabile ai fini dell’imposta di registro. Tali perplessità traggono origine dal raffronto tra il secondo periodo dell’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, che assoggetta all’aliquota del 15% i trasferimenti aventi ad oggetto terreni agricoli e relative pertinenze, e il primo periodo della medesima disposizione, il quale, con formulazione ampia e innominata, ricomprende nel suo alveo tanto gli atti traslativi della proprietà in genere quanto quelli traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, gravandoli con l’aliquota del 9%. A fronte delle criticità sollevate dal dato normativo, all’orientamento espresso dalla giurisprudenza di legittimità si contrappone la diversa impostazione seguita dall’amministrazione finanziaria. Il contributo analizza le principali aporie della disciplina vigente, individuando una possibile soluzione interpretativa nel criterio incentivante, affermatosi in materia di costituzione delle servitù prediali, ritenuto coerente e sistematicamente solido non solo sul piano letterale e storico, ma anche sotto il profilo teleologico.
The establishment of a superficies right over agricultural land has often been characterized by significant interpretative uncertainties, particularly with regard to the legal-tax classification of the transaction and the correct identification of the applicable registration tax rate. These doubts arise from the comparison between the second sentence of Article 1 of the Tariff, Part I, annexed to Presidential Decree No. 131 of 26 April 1986, which subjects transfers concerning agricultural land and related appurtenances to a 15% rate, and the first sentence of the same provision, which – through broad and unnamed wording – encompasses both transfers of ownership in general and transfers or constitutions of in rem rights of enjoyment over immovable property, subjecting them to a 9% rate. In light of the critical issues raised by the statutory framework, the position adopted by the Supreme Court case law stands in contrast to the different approach followed by the tax authorities. This contribution examines the main inconsistencies of the current regime, identifying a possible interpretative solution in the incentive-based criterion developed in relation to the establishment of predial easements, deemed coherent and systematically sound not only from a literal and historical perspective, but also from a teleological standpoint.
