Un salto nella rete. La tecnica, l’informazione, il corpo
DOI:
https://doi.org/10.15162/1827-5133/2240Keywords:
Corpo, Informazione, Pace, Tecnica, Body, Information, Peace, TechnologyAbstract
C’è una forma di razionalità dietro la massa di informazioni che ci investe ogni giorno nella rete? La domanda del saggio può specificarsi nel modo seguente: si deve accettare come vera ed esclusiva la cultura del dataismo – ovvero che la conoscenza si basi su dati informatici e sulla loro elaborazione e sia quindi espressione di una pratica che ritiene superflua la produzione di teorie o ipotesi filosofiche o scientifiche che rendano ragione della propria realizzazione operazionale – oppure no? La riflessione che il saggio suggerisce è che il regime dell’informazione incontra nella tecnica la cosa che è in questione nella sua verità. Dove la tecnica è però da pensare in senso ontologico, non strumentale, alla Heidegger, come si disse un tempo. Ed il saggio ripercorre alcuni sentieri della metafisica compiuta incrociando lungo il suo cammino lo sguardo acuto e rapido di Marx, Nietzsche, Foucault. Perché il corpo e la tecnica sono insieme la questione della cosa, il problema da pensare, se è ancora possibile pensare nell’età della tecnica. Ma la parola della fine è la pace.
Is there a form of rationality that sustains the mass of information that invests us every day on the net? We can specify the essay's question as follows: must one accept as true and exclusive the culture of dataism – that is, that knowledge is based on computer data and its processing, and is then expression of a practice that envisages as superfluous the production of philosophical or scientific theories or hypotheses that account for its operational realisation – or not? The essay suggests that the information regime encounters in technology the thing that is in question in its truth. Where technology, however, is to be thought of, à la Heidegger as was once said, in an ontological and not instrumental sense. The essay retraces, then, some of the paths of accomplished metaphysics, crossing along the way the sharp and quick gaze of Marx, Nietzsche, Foucault. Because body and technology are, together, the question of the thing and the problem to think about, whether it is still possible to think in the age of technology. But the final word is peace.
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