Tradurre gli eretici: il caso di Bernardino Ochino

Autori

Parole chiave:

Bernardino Ochino, Pietro Perna, Celio Secondo Curione, Taddeo Duno, Riforma, Sebastiano Castellione, Latinizzazione

Abstract

Il presente contributo indaga la produzione dell’ex cappuccino Bernardino Ochino (1487-1564) a partire dal suo allontanamento dall’Italia e attraverso le numerose traduzioni in latino che, con il supporto della stampa, circolarono e sancirono la fortuna, ancora in vita, del pensatore. Particolare rilievo è dato alle latinizzazioni realizzate da due intellettuali quali Taddeo Duno per il De Purgatorio e Sebastiano Castellione per i Dialogi XXX e i Laberinti del libero arbitrio. Per ciascuna opera si riflette sul ruolo del traduttore, sulle ragioni d’interesse nella predicazione di Ochino che questi potevano avere, sulla scelta degli stampatori e sulla tipologia di latinizzazione. L’articolo mira, infatti, a dimostrare quanto le latinizzazioni, assieme ad una forte spinta “pubblicitaria” offerta da editori specifici e legati al mondo Riformato, possano aver favorito la fama di Ochino in tutta Europa e fino ai nostri giorni.

Biografia autore

Rosamaria Laruccia, Università degli Studi di Bologna

Rosamaria Laruccia ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Letteratura Italiana presso l’Università di Bologna (2023), discutendo una tesi sull’umanista Pellegrino Prisciani e sui suoi manoscritti autografi. Si occupa di enciclopedismo e di saperi tecnici nel Quattrocento, di storiografia umanistica e della ricezione e del censimento delle traduzioni in latino di opere religiose della Letteratura Italiana ( dal XIV al XVII secolo, per il progetto TransLATINg Italian Literature). Ha inoltre curato mostre documentarie e condotto ricerche archivistiche presso l’Archivio di Stato di Modena in qualità di collaboratrice del centro studi ARCE (Archivio Ricerche Carteggi Estensi).

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Pubblicato

2025-12-31

Fascicolo

Sezione

Sezione speciale